recensioni

 

 
 

 

  Teatro:  "Violetta Chiarini"

PRESENTAZIONE 

Dopo il successo di pubblico e di critica degli spettacoli musicali di Violetta Chiarini, presentati nelle scorse stagioni, ecco ora  la prosa comica, “Le avventure romane di Caterina”, scritto, diretto e interpretato, come i precedenti, dalla stessa Violetta e sempre nella forma che distingue nell’odierno panorama teatrale il teatro di questa autrice interprete, caratterizzato dal recupero della propria funzione allusiva: ”Un Teatro allo stato puro. Una teatralità non omologata (Fernando Bevilacqua)

CHI E’ CATERINA

 Caterina è l’alter ego e serva di scena di una star della canzone impegnata e si esprime in una  lingua, reinventata per il teatro, ma perfettamente comprensibile, che si rifà ad antichi idiomi osco-umbro-sabelli.   Gli avvenimenti più strani, divertenti, paradossali, tragicomici, la vedono protagonista in una gamma di situazioni che investono temi sociali, di vita pubblica e di vita privata, svolti da Caterina attraverso  il suo buon senso popolare, la sua prorompente naïveté, il suo candore disarmante, unito a una capacità di graffiare in profondità, con la semplicità di chi non è e non vuol essere omologato.  La satira di costume cui Caterina dà vita è articolata quasi sempre in gruppi di monologhi monotematici, con variazioni sul tema stesso: come dire che ogni argomento trattato, ogni situazione vissuta da Caterina si svolge in un certo arco di tempo. Ciò ha favorito la creazione di pièces teatrali costituenti spettacolo completo, in un insieme di quadri successivi in cui l’evento scenico la fa da padrone.  La qualità dinamica  dei monologhi e la possibilità di articolarli in puntate ha consentito al personaggio di Caterina di diventare popolare, nel tempo, anche alla radio, dove è stato inserito in programmi vari di intrattenimento ed è andato in onda, con  riproposizione periodica, fino a quasi tutti gli anni ’90.  Ricordiamo, altresì, la serie televisiva “Si vien pro un dire”, pure di Violetta Chiarini, minishow a puntate imperniato sul personaggio di Caterina, che ha inaugurato negli anni ’80 la Terza Rete della Televisione Italiana  in Umbria,  per poi essere replicata nella Terza Rete nazionale (oggi RAI-TRE).   Citiamo qualche titolo  di atti unici o di serie di monologhi :  Caterina e il calcio, E(s)rotic adventure, (in seguito rimesso in scena col  più accattivante titolo ‘Cerco casa’), Io e me, Caterina e l’Urbe ‘condìta’, Caterina corfa del jet- set, Caterina al telefono, Caterina dal dottore, Le delizie del traffico, Supermarket che passione!, Caterina e l’attrice disoccupata, ecc ecc.   Col titolo ”Storie di Catina” Violetta Chiarini, con la collaborazione di Enzo Robutti, ha scritto per la Terza Rete TV anche uno sceneggiato in due parti, ispirato al personaggio di Caterina.

 

LE AVVENTURE ROMANE DI CATERINA

       Il luogo di elezione delle avventure caterinesche è Roma, che Caterina chiama “l’Urbe condìta”, con l’accento sulla “i”, anziché sulla “o”.  Ed è proprio nella Capitale che si svolgono le scene dello spettacolo che proponiamo.

 Nel primo episodio, “Cerco casa” (Premio speciale “Schegge d’Autore 2006”), Caterina, che dal natìo San Fatucchio, ridente borgo della verde Umbria, si è recata a Roma alla ricerca di un’abitazione  per la sua padrona, si trova  a vivere un’altra delle sue incredibili avventure, dopo quelle che hanno accompagnato gli altri suoi  vani tentativi di aspirante locataria.  Stavolta, con l’aiuto  di Bistìno, suo fratello di latte, la vediamo arrivare addirittura ai Beni Apostolici e la troviamo alle prese con uno strano  presunto locatore religioso. Delusa anche da costui,  si volge altrove e con un impensato colpo di fortuna – grazie anche al nipote punk – riesce finalmente a raggiungere il suo scopo.  Nel secondo episodio, “Le delizie del traffico” (Premio Migliore Attrice a Violetta Chiarini - Festival della Drammaturgia Italiana - Roma 2009), dopo aver fatto rivivere sulla scena la spasmodica ricerca di una casa al giusto prezzo, eterno problema della Città Eterna, l’autrice continua a dipingere il suo affresco satirico della Capitale. Stavolta Caterina, trasferitasi a Roma al seguito della sua padrona, si scontra con l’annoso problema del caotico, stressante traffico romano e vive un’altra delle sue…strabilianti peripezie, tra benzinai e guidatori  maleducati, stormi di uccelli che infestano i viali imbrattando le auto ferme e i malcapitati passanti, approcci grossolani di soccorritori di veicoli in panne, bizzarre, invadenti e importune tipologie tramviarie. Anche la scrittura di  questo testo, come quella di “Cerco Casa” e degli altri monologhi, è un recupero di antichi vernacoli osco-umbro-sabelli, ma qui la ricerca sul linguaggio si fa più specifica e sottile, con una maggiore dovizia di invenzioni idiomatiche.  Lo spettacolo, di durata standard e in due tempi, si conclude con  una terza  strabiliante avventura della nostra eroina: “La visita medica”. Tratta dalla pièce “Io e me “, della stessa autrice, divenuta poi un’omonima serie radiofonica trasmessa ne “Il buongiorno di Radiodue” - molti la ricorderanno-  la scena  ha un contenuto ancora assai valido per la realtà di oggi. Violetta Chiarini ha scritto questo testo sollecitata da un fatto di cronaca che aveva destato grande impressione: un medico di base, un ginecologo del quartiere romano di Pietralata, approfittando, per così dire, del potere del càmice, aveva violentato una paziente.  Caterina va dal medico per un controllo di routine.  Ma ha letto i giornali…

NOTE DI REGIA

L’autrice resta fedele al suo modo di fare spettacolo, avendo sempre optato per un teatro essenziale, allusivo ed evocativo, dove  la scenografia diventa superflua o sostituita da qualche raro elemento stilizzato e tutto è affidato alle capacità artistiche dell’interprete, alla sua empatia comunicativa, all’espressività del suo movimento scenico  e alla  sua mimica; un teatro che pone tra le sue funzioni primarie quella di stimolare l’immaginazione, la fantasia e la riflessione,  in una parola,  la creatività del pubblico.

 

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